Gli Antichi Mestieri a Cascano

Opera del maestro Fulvio Vellone che riproduce i mestieri di Cascano di un’epoca ormai trascorsa.

Alla scoperta degli antichi mestieri
Tantissimi sono i mestieri antichi che la storia ci ha tramandato, la loro origine da cui deriva spesso il loro nome è curiosa e interessante. Tutti mestieri riconducibili a quello che viene definito come ‘o vennitore ambulante, ossia colui che esercita il suo mestiere non in luogo fisso, senza dimora ma girando per le strade della città. Scopriamone insieme alcune.

Vi ricordate qual’era il mestiere interpretato da Totò nel celebre film Miseria e Nobiltà e che doveva garantirgli il mantenimento suo e della sua famiglia? ‘O Scrivano. Storicamente nei periodi in cui la stragrande maggioranza della popolazione era analfabeta chi invece era più istruito scriveva lettere su commissione, familiari che si facevano scrivere o leggere lettere per i loro figli e parenti in guerra, quando ancora non esisteva il telefono e il metodo epistolare era uno dei pochi mezzi per comunicare a distanza. La parora deriva dal latino scriba-anis colui che scrive o trascive per conto di altri. Lo scrivano nel suo bancariello con carta e inchiostro, un mestiere che è andato a scomparire quando nella seconda metà del XIX secolo si è istituita la scuola dell’obbligo.

Quello da cui oggi comunemnte andiamo a comprare la carne è detto Il Macellaio il cui nome ricorda colui che si occupava dell’uccisione degi animali per uso alimentare. Un tempo era invece chiamato ‘O Chianchiere. Il termine deriva dal luogo in cui il chianchiere esercitava il suo lavoro, la chianca, dalla parola spagnola planca. La planca era una lastra di pietra sulla quale veniva tagliata la carne al momento della vendita. In tali botteghe era possibile trovare quella che ancora oggi è una specialità della nostra terra ‘o pere e ‘o musso (il piede e il muso del maiale).

Esiste invece un mestiere il cui nome deriva per una curiosa ragione da un altro altrettanto antico mestiere scomparso. Si tratta del ‘O rammariello che prende il suo nome da rammaro. Due antichi mestieri che differiscono per la merce ma si eguagliano nella modalità di vendita. Una vendita porta a porta. Mentre il Rammaro vendeva stoviglie di rame come lo stesso nome suggerisce, il Rammariello vendeva biancheria e in particolare quella per il corredo da sposa. Quando il rame venne sostituito dal’alluminio il rammaro venne sostituito dal rammariello che adoperando lo stesso modus operandi del collega si impossesò del nome.

Quante volte vi sarà sicuramente capitato di utilizzare la parola Capera per indicare la classica persona pettegola, ed è curioso come sia avvenuta questa associazione nel tempo. La Capera era la pettinatrice a domicilio tanto abile che veniva spesso chiamata a casa delle donne per particolari acconciature. E così di casa in casa la pettinatrice per intrattenere le clienti era solita racconatare pettegolezzi, ‘nciuci, meglio se piccanti, che apprendeva nei suoi vari giri.

‘O rilurgiaro, l’attuale orologiaio derivante da ‘O rilorgio (traduzione italiana di orologio):questi termini derivano dal latino horologium e che a sua volta viene dal greco “oro” ora, e “logiov”, dire, colui o quello strumento che annunciano l’ora.

E quello che oggi è il calzolaio un tempo era ‘o Scarparo. In un tempo in cui non esistevano le fabbriche c’era chi aveva l’arte di costruire scarpe su minura e per averle si doveva aspettare minimo una settimana. La parola deriva proprio dal fatto che non si trattava di semplici riparazioni ma della costruzione dell’intera scarpa in tutti i suoi elementi.

‘Mmolafuorfece o anche detto l’Arrotino colui che affilla le lame. Il termine deriva da arrotare derivazione di ruota, poichè infatti il macchinario era prorio una ruota metallica che gira e che permette di rendere gli oggetti più affilati. Tipicamente gli artigiani andavano in giro per la città con un carretto costituito da questa ruota molto grande, il carretto veniva poi ribalato e la ruta era pronta per l’uso. Ancora oggi in qualche vicolo si sente la voce di qualcuno che urla “donne è arrivato l’arrotino”. Ora non affilano ma vendono direttamente coltelli o utensili per la casa.

‘A Scosamaglia era colei che lavorava la maglia, e allora perchè scosa-maglia? Non è mai stato un vero è proprio mestiere perchè in realtà era l’occupazione delle donne quando per qualche motivo non potevano andare a lavorare nei campi, allora si riunivano nelle loro dimore per realizzare indumenti a figli e mariti. Ma prima di creare disfacevano, raccoglievano maglioni e vestiti malandati ne sfilavano i fili di lana e li raggruppavano in gomitoli per poi riutilizzarli.

Curiosa anche la storia r’o Mastuggiorgio. Solitamente è un termine che sta ad indicare una persona forte, prepotente con una certa autorità e questo perchè il mastuggiorgio era in antichità l’infermiere dei matti e che, quindi, per tenerli a bada doveva avere un certo temperamento. Pare che il nome sia nato poichè riferito a un certo Giorgio Cattaneo, un personaggio napoletano che tra realtà e leggende pare lavorasse proprio in un nosocomio, dove si curavano gli ammalati.

‘O materazzaro che lavorando stoffe e lane andava poi a confezionare i materassi. ‘a lavannara sostituita dalla lavatrice. ‘O cantastorie che andava cantando in giro per la città storie di leggendari eroi. ‘O cacciavino che vendeva il vino di casa in casa.

C’era poi anche il podologo; e secondo voi come veviva chiamato? ‘o Callista. E ancora Lu Mmerdaiulo anche noto come ‘O puzzaro colui che andava a pulire i pozzi, questi infatti era colui che, periodicamente, puliva i pozzi e i cunicoli del sistema idrico cittadino. Lavorava assicurandosi a delle funi, con le quali realizzava un’imbragatura calandosi all’interno delle cavità per ripulirle dai detriti che si accumulavano nel tempo.

‘A Vemmana invece era la tipica levatrice ossia quella che aiutava le donne a partorire quando i bimbi non nascevano in ospedale ma nei letti di casa propria. Infine poi se si voleva combinare un incontro tra due futuri fidanzati si dovevano indossare ‘e ccazzette rosse, come faceva ‘o Sanzaro che oltre a trovarti una casa in affitto ti trovava pure un consorte.

Cambiano i tempi e cambiano i mestieri, cambiano le terminologie. I mestieri tradizionali si tramandano e si trasformano in relazione al progresso. Ed è affascinante come da una parola derivino e si diffondino modi di dire ancora in uso. E lo è ancora di più se pensiamo a quanto un viaggio nel passato arricchisce il nostro presente.

Fonti:

Wikipedia
Napoligrafia
Nu rilorgio, nu cappiello, nu pazzo e nu rilurgiaro ovvero Pulcinella servo sciocco e creduto portapullaste pe na strana cumbinazione : commedia in un atto / Giacomo Marulli. – Napoli : Tip. F. Bideri, 1937
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